Nativ – Hotel Bernini Palace, Firenze – Giovedì 12 dicembre 2019

Il racconto di Natale al sud ci porta nel cuore di Paternopoli, in provincia di Avellino, sulle colline irpine abitate sin dai tempi antichissimi dai sabini quindi dai Romani con le loro legioni a fondare la città. Il nome Nativ viene scelto per rappresentare, attraverso le produzioni autoctone, l’origine della viticoltura italiana, delineando così il concetto di “originario del luogo”, che si concretizza attraverso la produzione di vini da uve autoctone del territorio regionale italiano. L’azienda possiede 15 ettari di terreno vitati, lavorati secondo metodologie dove l’innovazione applicata, non prescinde dall’impiego di tecniche a ridotto impatto ambientale. Una parte rilevante delle vigne è situata nella zona a sud est, lungo la dorsale che unisce i paesi di Castelvetere sul Calore a Paternopoli, passando per Montemarano e Castelfranci. La vicinanza dei monti piacentini e il clima continentale, creano le condizioni ideali per un tipo di viticoltura pedemontana, in cui le forti escursioni termiche, tra il giorno e la notte, determinano una raccolta tardiva rispetto alla media vendemmiale italiana, rendendo le uve particolarmente ricche di polifenoli e antiossiodanti. Con più di 15 ettari di vigneto nelle aree più vocate dell’Irpinia, oggi Nativ è un’azienda solida con un costante aumento di distribuzione in Europa e nel mondo. Il nome “Paternopoli” fu coniato in onore dei pater eremiti, uomini di Chiesa che si allontanarono dalle città per diffondere la parola di Dio in luoghi meno contaminati. I pater, durante il loro pellegrinaggio, fondarono dei monasteri di preghiera, veri e propri luoghi di culto del cristianesimo. Il territorio divenne così il rifugio degli eremiti, che scelsero questi suoli per dimorarvi. La collina su cui si era insediato il pater venne chiamata “Paternum”. Il comune di Paternopoli è nel territorio dell’agro taurasino, nella zona DOCG per la produzione di vino rosso Taurasi d.o.c.g., dove la fertilità dei suoli di natura vulcanica crea un territorio ideale per l’allevamento della vite. Le uve coltivate in tali vigneti e in vigne secolari rappresentano, oggi, un emblema della cultura italiana, ed il vino prodotto da queste uve rispecchia, meglio di ogni altro prodotto, il “Made in Italy”.

Tre parole per dirlo: perché regalare un tuo vino è una buona idea per Natale.
Il vino notoriamente serve ad avvicinare le persone, a rafforzare i legami. L’atmosfera natalizia con le sue luci ed i suoi colori è il momento perfetto per gustarlo in compagnia. Un buon vino da assaporare davanti al fuoco di un camino è il regalo migliore che si possa fare!

La ricetta e il piatto della tua regione che non devono mancare per le feste, e il giusto abbinamento: raccontaci un tuo vino e una ricetta per il pranzo di Natale e uno per Capodanno, non necessariamente una bollicina!
In Campania e in Irpinia il Natale è davvero speciale con la famiglia che si ritrova attorno ad alcuni grandissimi classici. Come la Minestra maritata con il nostro Velluto rosso, le cui note morbide e vellutate accompagnano la sapidità del piatto e avvolgono le note grasse della carne. È una ricetta complessa con costine di maiale, cotechino, prosciutto con l’osso, verza, scarola e cicoria e infine croste di parmigiano per una saporosità spettacolare dovuta anche alla lunghissima cottura (3 ore e anche di più).
Sul versante pesce (per la vigilia di Natale o per Capodanno) il Baccalà alla “Pertecaregna” con il Fiano di Avellino DOCG, le note delicate di questo vino sposano perfettamente l’aromaticità del piatto a cui si accompagna. Oltre al baccalà dissalato ci sono i peperoni cruschi “curnciell”, olio, prezzemolo, mare e piccantezza dosata in maniera particolare, come nel vino!

Vini in degustazione:
“25 Rare” Greco DOC Irpinia 2017
Fiano di Avellino 2018 DOCG
Rue de Passi Campania Rosso Amabile 2017
Velluto Rosso Campania IGT Beneventano Aglianico 2016

Nativ – Contrada San Nicola 15 – Paternopoli (Av) – www.winenativ.it

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