Bolè – Giovedì 25 luglio al Grand Hotel Baglioni, Firenze & Domenica 4 agosto Bagno Villa Grey, Forte dei Marmi

I miti e le leggende sui vini spumanti che nel primo ‘900 animavano la Romagna del primo boom balneare e termale sono rifiorite nel corso delle discussioni sulle nuove Doc spumanti a base trebbiano di questo lembo d’Italia spumeggiante di carattere e oggi anche di vino. Con il lancio della DOC Novebolle e del primo vino uscito sotto questa denominazione ovvero proprio “Bolè”, il progetto consortile di spumante romagnolo Doc, si vuole contribuire a far nascere un bisogno e un mercato per vini che dovrebbero rimpiazzare altre bollicine sui mercato locali, ma il fermento in zona c’è eccome. Negli ultimi anni abbiamo visto l’Emilia conquistare il mondo con le sue bollicine da metodo italiano e ora è il momento della Romagna di fare la sua parte! Novebolle è appunto il marchio collettivo del Consorzio Vini di Romagna aperto a tutte le cantine romagnole per produrre uno spumante bianco a base trebbiano e rosato base sangiovese su basi ampelografiche autoctone per la maggior parte.

Bolè è stato il primo grazie alle cooperative Cevico e Caviro ad uscire e nella sua etichetta “Novebolle” richiama nel nome e nel lettering il primo ‘900 con tanto di lettering liberty del logo e il richiamo ai nove colli di Romagna. È uno spumante bianco a base trebbiano con uve trebbiano minimo 70%, massimo 90% e per il restante massimo 30% altre uve bianche ammesse dalla Romagna Doc (Albana, Bombino Bianco, Pinot Bianco, Chardonnay, ecc.) più altri vitigni aromatici come Incrocio Manzoni (max 10%) o Famoso (max 5%). Nei prossimi mesi arriverà anche il Novebolle rosato a base sangiovese con uve sangiovese minimo 70%, massimo 90% e per il restante massimo 30% altri vini bianchi e rossi ammessi dalla Romagna Doc, compreso l’autoctono Longanesi. Parliamo con Nicole Poggi di come sono stati questi primi mesi di vita di Bolè e di come lo vivremo nella prossima estate:

La tendenza del vino nell’estate 2019, o meglio cosa impareremo o dovremmo imparare di nuovo sul vino quest’estate.
Il vino è energia, sinergia e un pretesto per interagire. Come Bolé, una storia di coraggio e visione, che va oltre il vino e parla di creazione e condivisione di un nuovo linguaggio e di nuovi modi di fare le cose, utilizzando le bollicine come argomento principe. Dietro la bottiglia, una iper selezione di quasi ventimila famiglie di coltivatori romagnoli e due aziende produttrici concorrenti. Due realtà che sognano una storia differente da quelle scritte sul territorio fino ad oggi e si mettono in opera per generare valore attraverso la filiera. In questa estate che sembrava non arrivare mai, possiamo conoscere una nuova bollicina, invitante – come il suo territorio romagnolo e le famiglie che la producono – immediata, piacevole, semplice ma mai banale – come i vitigni che la compongono, Trebbiano al 95% e Famoso al 5% – e curiosa e intrigante – come lo stile che la racconta. Con Bolé vogliamo far vivere linguaggi che si intersecano e si contaminano, come vino, musica, design, viaggio e cucina, e vogliamo poter scrivere una nuova storia, collettiva e visionaria.

Abbinamento di luogo o al piatto: il più bel luogo dove vorresti che fosse bevuto un tuo vino in questi mesi e un abbinamento insolito con un piatto che dovremmo provare.
Il luogo dei sogni durante questa estate dove poter bere Bolé? In una osteria tra le colline romagnole, dove l’aria diventa croccante e profuma di fiori. Come all’Osteria dei Frati, un luogo magico a Roncofreddo, in cui la semplicità degli ingredienti e la creatività nel proporli tra la cucina e i tavoli è qualcosa di straordinario. Per chi ama il mare, Bolé vive anche con i piedi sulla sabbia, in un tavolino a riva, come a La Rotonda sul Mare, a Lido Adriano, o al Maré di Cesenatico, due luoghi del cuore per chi ama il buon vivere. Un abbinamento insolito? Anzi due… Pasta e fagioli con Mafalde corte, fagioli cannellini, calamaretti scottati, olio extravergine di oliva e scorza di limone e Spaghetti al pomodoro con Spaghettoni, pomodorini e peperoni arrosto, acciughe, pangrattato e ricotta al forno. Abbiamo immaginato piatti semplici, facili, buoni e consistenti, come Bolé! In fondo il lusso di oggi è nelle sorprese, sorprendente è un piatto di pasta con una bolla, come il lusso è nella semplicità ben interpretata, come una pasta e fagioli servita fredda con il pesce fresco dell’Adriatico. Pasta, stagionalità, materie prime di alto valore, tutto territorio italiano, piatti estivi ma di corpo, per unire una bollicina romagnola con la cucina, quella verace e gustosa.

Estate, tempo di tormentoni: una canzone che si abbini ad un tuo vino (ne ricaveremo una compilation GSTW su Spotify!).
Quest’anno Bolé atterra sul pianeta musica… Bolé e Bronson Produzioni (casa discografica del territorio con progetti indipendenti in tutto il mondo) si sono uniti per accendere il fuoco dell’estate con la musica, quella giusta, che non fa solo da sottofondo, ma innesca la magia delle situazioni. Siamo infatti partiti con una playlist dedicata all’estate, Boléxplosion Summer Mood, ma ogni cambio stagione prenderemo il controllo delle onde radio con una playlist Spotify dedicata a quelli mai stanchi di cercare l’ultimo pezzo che li ispiri. Per la playlist GSTW Abbiamo scelto Big Thief – UFOF, disco dell’anno tra quelli della compilation e Beaches Brew, il festival scoppiettante e di ricerca in cui siamo stati sponsor. Big Thief sono un quartetto di Brooklyn, che rivela un’esperienza più intima e surreale, e come dice Pitchfork: “this power that Big Thief give to the natural (and supernatural) defines their third and undoubtedly best album, U.F.O.F., a mesmerizing flood of life filtered down into a concentrated drip”.

Vini in degustazione:
Bolé Nove Bolle Romagna DOC Spumante

Bolé S.r.l. – Via Convertite 12 – 48018 Faenza (Ra) – www.bolewine.com

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